
Produttore: Vivendi
Sviluppatore: Tranji
Piattaforma: PS2, XBox
Versione: Pal
Lingua: inglese
Giocatori: 1
Uscita: fine 2005
Recensione, 15 aprile 2005
by Fabrizio
Quando uno sviluppatore semi-sconosciuto decide di mettersi al lavoro sulla
copia di un gioco solo relativamente famoso come Tenchu - apprezzato e seguito
ancora oggi da un discreto numero di appassionati, ma da tempo in crisi di idee
e disperatamente bisognoso di innovazione - un campanello d'allarme dovrebbe
suonare nella mente del videogiocatore. Ma che volete farci, io adoro i ninja e
i giochi ad essi dedicati (quelli, almeno, che tentano di riprodurne fedelmente
le gesta, non certo Ninja Gaiden o Shinobi) e così ho finito col riversare
parecchie aspettative su questo Red Ninja, aspettative che sono andate
clamorosamente deluse!La ninja in rosso
L'incipit è abbastanza classico, anche se piuttosto cruento nelle modalità
di svolgimento. Siamo in Giappone agli albori del XVI secolo: un gruppo di
misteriosi ninja assalta l'officina del fabbro Ryo uccidendo tutti e rubando i
progetti di un'arma rivoluzionaria. Tra le vittime c'è anche la figlia del
fabbro, la bella Kurenai, impiccata ad un albero di ciliegio e data per morta:
ma la ragazza riesce a sopravvivere e viene salvata da Chiyome, la ninja a capo
del clan Takeda, che inizia la ragazza alla via dell'assassinio, in modo da
farle ottenere la sua vendetta!
Il gioco, come detto, è uno smaccato clone di Tenchu con un'unica ma
significativa novità, l'arma della protagonista: il Tetsugen! Questo è la corda
metallica utilizzata per impiccare Kurenai, ora trasformata in una letale arma;
in pratica gli utilizzi del Tetsugen sono tre e variano a seconda di cosa venga
fissato alla sua estremità.
- Blade (lama): scagliando il Tetsugen con una lama all'estremità questa penetra
nelle carni del nemico, lacerando e tagliando. Inoltre mentre la lama è piantata
nel corpo di un inerme nemico è possibile tendere la tagliente corda per colpire
e squartare altri avversari posizionati sui fianchi!
- Hook (rampino): in questo caso il Tetsugen non ha funzioni offensive, ma serve
per appendersi e dondolare. A differenza che in Tenchu non serve per raggiungere
posizioni sopraelevate.
- Fundo: il fundo è un grosso peso che attaccato all'estremità del Tetsugen dà
vita ad attacchi più potenti, ma anche più lenti. Inoltre è possibile
intrappolare il nemico verso cui viene lanciato, come pure impiccarlo ad una
trave!
Silenzio in sala!
Detto del Tetsugen, il resto suonerà assai familiare a chi abbia già giocato
ad un Tenchu qualsiasi.
Il gioco si sviluppa a missioni in cui nei panni della bella ninja ci si muove
per villaggi, manieri e miniere presidiati da sentinelle nemiche; ogni missione
è divisa in più livelli, superati indenni i quali ci si avvicina all'obiettivo
finale che in genere consiste nell'eliminare qualcuno. I salvataggi sono
possibili solo ogni tot livelli.
Teoricamente le missioni andrebbero affrontate in modalità stealth, evitando per
quanto possibile le sentinelle o eliminandole silenziosamente quando aggirarle
non è proprio possibile. Kurenai dispone di un paio numero di mosse per uccidere
silenziosamente il nemico, diverse a seconda che lo sorprenda alle spalle,
dall'alto o a media distanza (con l'aiuto del Tetsugen); è inoltre possibile
spostare i cadaveri dei nemici uccisi, qualora questi si trovino sul percorso di
ronda di qualche altra sentinella, ma in realtà basta aspettare pochi secondi
per vederli svanire misteriosamente.
Per riuscire nel suo intento la protagonista dispone di alcune mosse furtive
come la camminata senza rumore, la capacità di inginocchiarsi ed avanzare
lentamente o quella di appiattirsi al muro e sbirciare gli angoli: inoltre
sfruttando il suo indubbio sex-appeal, risaltato dal ridotto kimono rosso che
indossa, Kurenai può sedurre ed attirare in trappola le ignare ed arrapate
sentinelle. Una piccola mappa nell'angolo destro dello schermo indica la
posizione dei nemici e il lato verso cui sono girati, oltre al loro grado di
allerta (verde = via libera, giallo = sospetto, arancione = allarme, rosso =
avvistamento ed attacco).
Peccato che tutti questi accorgimenti vengano vanificati dalla concreta
impossibilità di nascondersi: le sentinelle hanno un certo raggio di visuale,
entro il quale è quasi impossibile sfuggire al loro sguardo indagatore, pur se
riparati da qualche elemento del fondale. L'unica possibilità per sorprenderle è
rimanere fuori dal loro campo visivo ed avvicinarsi di soppiatto quando ci
voltano le spalle, sperando di fare in tempo (i movimenti furtivi sono
necessariamente lenti, ma andare più veloce significa inevitabilmente farsi
scoprire). Inoltre l'inutilità del nascondersi spicca ancora di più se
paragonata alla facilità con cui è possibile eliminare i nemici affrontandoli
apertamente (tutto il contrario di quello che accadeva in Tenchu), al punto che
la "strategia" migliore per superare un livello è quella di correre qua e la
eliminando tutti, per poi esplorarlo con calma; purtroppo alcune missioni ci
obbligheranno ad agire di nascosto e in questi casi la frustrazione non tarda a
fare capolino...
Resta poco altro da dire: la protagonista può saltare, arrampicarsi (ma anche il
tetto più alto non vi sottrarrà alla visuale della sentinella al piano terra:
evidentemente l'I.A. non sa calcolare i dislivelli), correre (peraltro ad una
velocità folle che rende impossibile o quasi orientarsi) per terra o sui muri,
raccogliere ed usare oggetti come pozioni, dardi avvelenati, bombe fumogene...niente
che non si sia già visto decine di altre volte.
Tecnica inesistente
Ma se credete che i problemi del titolo Vivendi si limitino alla giocabilità
vi sbagliate di grosso!
Un'altra chicca non da poco è rappresentata da una delle peggiori telecamere mai
viste in un videogioco: la visuale cambia continuamente, basta fare pochi passi
e ci si trova subito disorientati con inquadrature rotanti dall'alto al basso,
da destra a sinistra, che obbligano praticamente sempre a fermarsi per
recuperare l'orientamento, salvo perderlo di nuovo poco dopo, contribuendo
notevolmente alla già accennata impossibilità di nascondersi, visto che è
persino difficile capire dove ci si trova...
Per quanto riguarda il resto, la grafica è estremamente scarna ma gli ambienti
sono stati creati con una certa fedeltà allo spirito giapponese, anche se
sembrano una fotocopia di quelli di Tenchu. La protagonista soffre dello stesso
problema, non è brutta a vedersi ma i dettagli latitano; il peggio, comunque, è
dato dai nemici, tutti uguali tra loro e veramente brutti al punto da sembrare
tanti fantocci! Carini, invece, i pochi filmati in cg, ma forse era meglio che i
programmatori avessero dedicato maggiore attenzione alla grafica in-game.
Stranamente l'audio è bello: la colonna sonora è molto evocativa e ben si
accompagna ad ambienti e situazioni ed il doppiaggio inglese è accettabile.
La longevità, infine, è minata dalla sostanziale ingiocabilità del titolo: i
pochi temerari che volessero portarlo a termine alterneranno combattimenti di
estrema felicità a frustranti sessioni stealth...
Red Ninja é un titolo stealth in
cui risulta praticamente impossibile nascondersi e questo già da solo basterebbe
a stroncarlo. Aggiungete un gameplay poco originale, una telecamera da vomito
immediato e una grafica pessima e capirete perchè forse è il caso di spendere
diversamente i propri soldi. Per fortuna che gli amanti dei giochi di ninja
potranno a breve trastullarsi con "Tenchu: Fatal Shadows"...
Grafica 5
Sonoro 6,5
Giocabilità 2
Longevità 4
Voto Globale 4
Pro:
- L'arma della protagonista è abbastanza originale
- Carina l'idea della seduzione
Contro:
- Pessima telecamera
- Pessima giocabilità
- L'opzione stealth non è praticabile
IMMAGINI
Sito Ufficiale del Gioco
Anteprima del gioco
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