"Rimorsi"

Ayame stava seduta nel dojo della famiglia imperiale: pensava a Tatsumaru, colui che tanto aveva amato, che dovette sconfiggere per soppravvivere. Era triste e il suo viso era imbronciato.
"Perchè ho ucciso l'uomo che amavo? Come ho potuto farlo... forse non sono più una donna..nemmeno una kunoichi...nemmeno un'ombra come Rikimaru...io sono un Oni!!"
e prese un kunai da terra puntandoselo verso la carotide
"...sì...un oni... io sono... un.."
"Ayame non lo fare!!"
Ayame si girò e vide Rikimaru che la guardava shockato.
"Rikimaru! Tu non capisci cosa significa per me...io...ora...sono sola...sono un Oni...ho ucciso l'uomo che amavo..."
"Dovevi farlo! Tu dovevi soppravvivere!"
"PERCHE?!"
"PER STARE CON ME!"
Ayame rimase impietrita.
"Ayame...io e te siamo soli...siamo due shinobi uniti dal destino..vivremo per sempre come...ombre...ombre che respirano, mangiano...sanguinano...noi siamo al servizio dei signori"
"Rikimaru..."
Rikimaru si avvicinò letnamente verso Ayame e giunto vicino al suo viso, odorando un dolce profumo di fior di ciliegio, strinse Ayame in un abbraccio.
"Ayame...noi siamo uniti...non dobbiamo separarci..."
"Rikimaru..."
Rikimaru cominciò a singhiozzare
"Se...il mio destino è essere un ombra...preferisco esserla assieme ad un individuo che mi possa capire...Ayame..."
Ayame si sentì sempre più stretto in quell'abbraccio disperato e singhiozzante del giovane Rikimaru. Il Kunai le scivolò di mano e cadde sul pavimento.
"Io..ti amo.."
Ayame si sentì raggelare il sangue
"...tu non potrai mai ricambiare il mio amore Ayane-chan...ma io..."
"Rikimaru Kun..."
Rikimaru lasciò Ayane e si asciugò le lacrime
"Tatsumaru Kun era...una brava...una forte persona...se ora tu morissi..."
Ayame gl'occhi lucidi di Rikimaru
"..lui ne soffrirebbe...devi vivere per lui..portarlo nel cuore..."
si voltò, prese il kunai da terra e lo mise in una tasca del vestito quindi si girò verso Ayame con un mezzo sorriso
" amare non significa morire per il proprio amato ma vivere...sì vivere per portare sempre nel proprio cuore il suo ricordo e tramandare la sua memoria..."
quindi si diresse verso la porta a scorrevole, la aprì e quindi uscì richiudendola dietro di sè.
Ayame si lasciò scivolare a terra sul tatami e pensò a quello che le aveva detto Rikimaru :

"Amare significa vivere per portare nel proprio cuore il suo ricordo e tramandare la sua memoria...grazie Rikimaru kun..."

dietro alla porta scorrevole Rikimaru accarezzava il kunai di Ayame.
La luna, quella notte, si stagliava nel cielo illuminando il paesaggio. Fù una notte tranquilla.

la fan fiction che avete appena letto è opera di Zart